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Manzo Giovanni's Main Portfolio Page
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Artist Information:
Manzo Giovanni
Napoli,
Italy
Member Since: Nov 2004
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Artist Statement:
Giovanni Manzo is a italian
painter from Naples . Actually
he works with some fashion and
moda companies for the
distribution in Italy of
appareal .The elegance of the
shapes and the suggestion of
the photography is
characteristic of its pictures
....

Further Information
Artist Exhibitions:
Arte contemporanea Disconnessi
Reloaded - Napoli - 2003
Miscellanea Ex-Virtuale -Dal
monitor alla realta' - Villa
Maria -Quiliani -Savona 2003
100 pittori - Galleria Umberto
I - Napoli - 2003 Lights
Colours and Forms of the III
Millennium - Los Angeles
-California U.S.A. 2004 100
artisti di Via Toledo - Napoli
2004 Premio Celeste 2004 - ...

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Artist Galleries:


770.300.9733 x 106
DE Fine Art
5933 Peachtree Industrial
Blvd, Suite B > Atlanta, GA
30092


FM6366ART
Via A.Longo 50
80127 Napoli Italy...

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Collections:
Coming Soon!
Commissions:
Coming Soon!

Reviews for Manzo Giovanni:



" Souvenire di Napoli iperrealista "

Nel megastore Feltrinelli le " vedute " di Giovanni Manzo

di Renata Caragliano e Stella Cervasio " La Repubblica "

Una Napoli in bianco e nero , dipinta in maniera iperrealista , proprio come appare nel serial La Squadra , ma con qualcosa in piu' . E' una versione poco oleografica , quella dei quadri di Giovanni Manzo dove le vedute possiedono tagli fotografici insoliti , lontanidall' immagine rassicurante a cui nei secoli ci si era abituati . L' origine e' nel raffronto . La pietra di paragone e' la modernita' . Una contemporaneita' che si gioca tra la Napoli metropolitana e le altre grandi metropoli , in particolare New York , ma con l' abilita' di lasciare filtrare quell' immagine dallo sguardo della memoria . " Napoli - New York metropoli a confronto " e' il titolo scelto per la prima personale in citta' - nel megastore Feltrinelli di piazza dei Martiri ( inaugurazione venerdi' ore 19 ) - di Manzo , che come artista ha una storia singolare .L' atelier dove si e' formato e' la strada . Fuori dal giro delle gallerie cittadine e dal mercato dell' arte , Manzo , napoletano di Portici , ha iniziato ad esporre i suoi lavori en plein air : isole pedonali , piazze , ma anche fiere d' arte in giro per l' Italia con stand conquistati come artista " indipendente " .La schiettezza e la semplicita' sono stati i suoi primi alleati . Insieme con la volonta' di9 mettersi in discussione , cercando il maggiore riscontro in un pubblico il piu' distratto e trasversale possibile : quello dei passanti . Queste sue azioni hanno risvegliato la curiosita' anche dei piu' giovani : " I ragazzi che giocavano a pallone hanno guardato i miei lavori riconoscendo le strade del quartiere ed e' anche capitato che qualcuno di loro mi dicesse : " Grazie , il vicolo lo avete fatto piu' pulito " . Non sempre Napoli lo ha accolto benevolmente : " Una volta mentre fotografavo uno scooter in una strada dei Quartieri , i due che erano in sella si bloccarono e mi domandarono minacciosi che volevo ." Sono un pittore , dissi , consegnando il mio biglietto da visita .Questo immediatamente li rassicuro' " . Dopo essere andato in giro per le strade con la macchina fotografica , Manzo traduce le immagini in olio su tela , procedendo per gradi con una tavolozza che va dal bianco al nero . Nella personale - la prima ospitata dal megastore Feltrinelli ( che ora dovrebbe adeguare i sistemi espositivi ) - sono presentate anche strade di New York , ma questa volta a colori . Le due realta' metropolitane , appaiate , sono molto piu' simili di quanto si possa immaginare . Scene sature di dettagli , eppure estremamente sintetiche , specie nell' umanita' che le popola , ridotta a silhouette , sagome e macchie di colore che dialogano con le architetture . Sul palinsesto urbanistico noto a tutti e caratteristico di Napoli , quel misto di storia e modernita' oscurata da una presenza umana asfittica e ridondante , con tutte le ingombranti testimonianze del suo essere parte della " veduta " , ha la meglio la capacita' dell' immagine di risultare attuale . Piu' realistica di una foto . In questo caso la pittura vince sulla fotografia e l' artista attinge a piene mani dalla storia dell' arte , confermando anche in questo caso una operazione di sintesi .


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" Manzo , Napoli e New York declinate in bianco e nero "

di Tiziana Tricarico " Il Mattino "

Non panorami da cartolina , ma luoghi veri , immortalati tra impressionismo e taglio fotografico . Assecondando un forte istinto di sperimentazione e di provocazione . per spiazzare lo sguardo dell' osservatore alternando visioni di Napoli e New York . Sono una ventina le opere ( olio su tela ) di Giovanni Manzo raccolte nella personale " Napoli in bianco e nero " , promossa da Morra Arte Studio , fino al 29 Giugno nello spazio de La Feltrinelli di Piazza dei Martiri . Una pittura innovativa quella dell' artista napoletano , che fonde armoniosamente tre tecniche dell' arte : fotografia , grafica e pittura . " Tutto nasce dagli scatti che faccio qui e la' e dai quali enucleo delle porzioni che trovo interessanti . I lavori in bianco e nero sono un omaggio alla fotografia d' autore - spiega - ed una sfida alla pittura . Ma anche un modo insolito di raccontare Napoli , privandola dei suoi famosi colori . " La mia e' una rivisitazione della citta' : una proposta di immagine nuova da esportare . Il ruolo di New York ? Funge da pietra di paragone : sono due citta' sullo stesso parallelo , entrambe multietniche e caotiche " . La tecnica multimediale diventa fattore aggiunto in opere disegnate a mano e dipinte in maniera tradizionale : la grafica conferisce all' immagine contemporaneita' mentre la pittura la rende umana in una visione romantica che appartiene alla storia della cultura partenopea . La tecnica adottata segna un punto di rottura con la figurazione tradizionale napoletana e rende moderne e suggestive le strade piu' caratteristiche della citta' - via Marina , via dei Tribunali , via Tarsia , il porto - proiettandola nel mondo in una visione del tutto nuova . Manzo punta sull' impianto fotografico della scena - come il taxi in primo piano - per destabilizzre e provocare : " In questi lavori c'e' molta vita quotidiana e poca oleografia . Manca il Vesuvio ? Magari un giorno lo dipingero' " . In alcune opere l' immagine ora statica , ora invece ricca di movimento , e' pura aggregazione di macchie di colore : in altre il bianco e nero e' assolutamente definitivo e perfino i grigi scompaiono .La modernita' e' la chiave per rendere meno traumatico per lo sguardo , l' accostamento con i luoghi della metropoli americana , per ammorbidire l' incontro tra i grattacieli ed i palazzi storici , mentre il caos , che per la Grande Mela e' pura confusione , per Napoli e' il cuore e la storia di una delle piu' antiche citta' del mondo .


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Anna Faraci

L’ opera rappresenta scorci metropolitani , la semplice verita’ del quotidiano , la concretezza della vita cittadina nei suoi banali, ripetuti e, talvolta , inconsapevoli gesti .E’ un lavoro sugli opposti : il bello di un edificio , di una pavimentazione stradale storica , di un porto marittimo , di una cattedrale e il brutto di un insegna , di un tetto abbruttito da un mucchio di antenne selvagge , del traffico automobilistico ; il grande di una metropoli vista dall’ alto ed il piccolo di un tipico vicolo napoletano ; l’esterno di un borgo marinaro , di un lungomare assolato e l ‘ interno di un basso spiato , della vita familiare su un balcone.Il bianco ed il nero . Tutto e’ contrasto : luce ed ombra .Ma , tutto e’ uniformato , proprio dal bianco e nero .Utilizzare il colore e’ scelta sociologica , perche’ rivela la cruda realta’ , invece , il non colore , il bianco e nero , che tutto uniforma , e’ lirica , da un tocco assorto e poetico alla realta’ del contesto urbano , del vicolo : elimina ogni contrasto sociale e storico , in una armonia di colore , forma e azioni . La drammatica verita’ del quotidiano , la concretezza della vita brulicante della citta’ , dei suoi quartieri storici e popolari , nei suoi lividi contorni , danno un ruolo , conferiscono una identita’ ad ogni personaggio , una storia ad ogni figura rappresentata , nell’ attimo stesso in cui riproposta sulla tela viene “ fissata” ; un armonia all’ insieme .E’ l’ unione , e’ l’ armonia che , alla fine , da il risultato globale dell’ opera .Lo spettatore , pur dinanzi ad uno scorcio di citta’ a lui consueto , talvolta , disarmante e carente di qualsiasi evento artistico o poetico da rilevare , nella visione che l’ artista da di un insieme brulicante di passanti , auto , moto , tabelle pubblibitarie , panni stesi ad asciugare , esercizi commerciali , edicole , dove nulla sembra accadere , dove non vi e’ tensione , pur nell’ azione frenetica di tutti i figuranti che si muovono , hanno un ruolo , una identita’ , il tutto scandito da improvvisi tagli di luce , ha una sua visione del tutto , dell’ insieme , ma poi scorge e si sofferma sul particolare . Infatti l’ osservatore e’ portato a soffermarsi sui piu’ insignificanti e singoli dettagli di quella normalita’ del paesaggio contemporaneo costituito da macchie , luci ed ombre che lo rendono quasi incomprensibile da vicino e pertanto si allontana dall’ opera osservando ancora una volta da lontano l’ insieme che comunque gli permette di scorgere e scoprire di nuovo il particolare .Il dettaglio che rileva ed evidenzia la ricerca e l’ interesse dell’ artista all’ uomo , alla citta’ nella quale vive , che potrebbe essere qualsiasi altra metropoli nel mondo , alla contemporaneita’ e contradiittorieta’ della realta’: uno studio verista e quasi psicologico della societa’ contemporanea che attraverso l’ immagine rappresentata ed impressa in un attimo coglie pregi e difetti di quella realta’ . Proprio la consapevolezza di tale ricerca consente all’ artista , attraverso l’ inserimento di uno specchio della realta’ stessa , sia esso rappresentato dal parabrezza di un auto o da una pozza d’ acqua , di specchiare e suggerire quasi una visione alternativa a quella realta’ , in cui rifugiarsi , in cui specchiarsi e fuggire alla frenesia e alla ripetitivita’ di quella vita’ metropolitana .L’ artista sembra cogliere attraverso l’ immagine pregi e difetti della societa’ , ma superando l’ arte della provocazione o della delusione riesce a costruire una poetica nuova della realta’ della sua citta’.L’ approccio dell’ artista rimane quello di un paesaggista tradizionale . Le tele sembrano iper realista senza esserlo . Il ritorno al paesaggio napoletano mostra l’ anima della citta’ : la bellezza paesaggistica e storica e l’ atmosfera metropolitana si sono fuse dando un immagine nuova .E cosi’ gli angoli e le vedute tradizionali , ieri rappresentate nella pittura classica napoletana , vengono ripetute e riviste ; immagini pure che per la loro modernita’ acquistano una nuova valenza estetica .

La pittura non e’ morta e l’ immagine non e’ stata azzerata .Le tele conservano tutti i valori tradizionali : forma , prospettiva e tecnica pittorica ; ma la ricerca crea immagini nuove e pure , vedute che per la loro modernita’ mostrano come la pittura paesaggistica , pur rimaneggiata ed attualizzata e’ un linguaggio non surrogabile da altri , perche’ racconta di una realta’ le emozioni ed i sentimenti , che altrimenti resterebbero senza voce .


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Cimmino Giuseppe

Nel caos delle città più rumorose,nei vicoli di Napoli, dove l’occhio vorrebbe soffermarsi e scoprire i misteri di una grande città,che racconta a gran voce ancora tutta la sua fervida storia, troppo è il frastuono,il tumulto senza poesia, dove i colori, troppi, si sovrappongono accecanti e chiassosi anch’essi, e tra le voci, gli strilli e le bestemmie frammiste a preghiera, l‘occhio capace dell’artista coglie il segreto, lo fa suo e,in un attimo,spegne le luci accecanti dei colori,che ancora striderebbero troppo e, in chiave romantica ripropone a par suo,il pittorico gesto del passante tra la folla, e ,nel silenzio del suo bianco e nero restituisce tutto il suo fascino al caos.


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